Scarpe antinfortunistiche che fanno male: perché succede e come scegliere quelle giuste

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scarpe antinfortunistiche che fanno male

Scarpe antinfortunistiche che fanno male: perché succede e come scegliere quelle giuste

Le scarpe antinfortunistiche che fanno male sono un problema piuttosto comune, soprattutto quando vengono indossate per molte ore consecutive. Dolore alle dita, pressione sulla punta del piede, sfregamento del tallone, vesciche e fastidio alla pianta del piede possono rendere molto scomoda una giornata di lavoro.

Ma una scarpa antinfortunistica non dovrebbe essere necessariamente scomoda.

Nella maggior parte dei casi, il problema può dipendere dalla taglia, dalla forma della scarpa, dalla larghezza della pianta, dal tipo di puntale, dalla calzata, dall’allacciatura o dal modello non adatto alla conformazione del piede e alle esigenze del lavoro.

La scelta della scarpa giusta è quindi importante non soltanto per rispettare i requisiti di sicurezza, ma anche per trovare una calzatura che possa essere indossata con maggiore comfort durante tutta la giornata lavorativa.

Perché le scarpe antinfortunistiche fanno male?

Le scarpe antinfortunistiche possono fare male per diversi motivi. Non esiste quindi una sola causa valida per tutti.

Tra le più frequenti ci sono:

  • taglia troppo piccola o troppo grande;
  • puntale che comprime le dita;
  • pianta della scarpa troppo stretta;
  • forma della calzatura non adatta al piede;
  • tallone che scivola durante la camminata;
  • scarpa troppo rigida;
  • allacciatura non corretta;
  • calze non adatte;
  • modello poco adatto alle caratteristiche del lavoro;
  • scarpa nuova non ancora adattata al piede;
  • scelta di una calzatura basata esclusivamente sul numero e non sulla calzata.

È importante ricordare che due scarpe della stessa taglia possono avere una calzata molto diversa. Il numero indicato sulla scarpa è quindi un punto di partenza, ma non è sufficiente per stabilire se un modello sarà realmente comodo.

Il problema può essere la forma, non soltanto la taglia

Una delle situazioni più frequenti è acquistare una scarpa della propria taglia pensando che debba necessariamente calzare bene.

In realtà, la lunghezza del piede è soltanto uno degli elementi da considerare.

Un piede può avere una pianta più larga o più stretta, dita più o meno affusolate, un tallone più o meno sottile e una conformazione diversa rispetto a quella prevista dalla forma interna della scarpa.

Per questo motivo, quando una scarpa antinfortunistica fa male, è utile chiedersi non soltanto “ho scelto la taglia giusta?”, ma anche: “La forma di questa scarpa è adatta al mio piede?”

Scarpe antinfortunistiche che fanno male alle dita: perché succede?

Il dolore alle dita è uno dei problemi più comuni quando una scarpa da lavoro non ha una calzata adeguata.

Se la punta delle dita viene compressa, se le dita toccano il puntale oppure se non hanno sufficiente spazio per muoversi, il modello potrebbe non essere adatto alla forma del piede.

Le cause più frequenti sono:

  • puntale troppo stretto;
  • scarpa troppo corta;
  • pianta troppo stretta;
  • forma della punta non adatta al piede;
  • taglia sbagliata;
  • calze troppo spesse;
  • modello con una calzata diversa da quella necessaria.

Il puntale può influire sul comfort

Il puntale è un elemento fondamentale della scarpa antinfortunistica e deve rispettare i requisiti di sicurezza previsti dalla normativa applicabile.

Tuttavia, sicurezza e comfort non sono la stessa cosa.

A parità di numero, due modelli con puntali differenti possono offrire una sensazione molto diversa nella zona anteriore del piede.

Quando le dita risultano compresse, quindi, non è sempre sufficiente passare semplicemente a una taglia superiore. Una scarpa più lunga potrebbe infatti risolvere solo parzialmente il problema, lasciando il piede meno stabile all’interno.

In questi casi può essere più utile valutare un modello con una forma anteriore più adatta alla propria pianta.

Scarpe antinfortunistiche che fanno male al tallone: cosa fare?

Un altro fastidio molto comune riguarda il tallone.

Se il tallone scivola continuamente all’interno della scarpa, durante la camminata può verificarsi uno sfregamento ripetuto che provoca irritazione e, nei casi più fastidiosi, anche vesciche.

Le possibili cause sono:

  • scarpa troppo grande;
  • forma della tomaia non adatta al piede;
  • tallone poco stabile;
  • allacciatura troppo lenta;
  • modello troppo rigido;
  • calze non adatte;
  • calzata non corretta.

Il tallone deve rimanere stabile

Una buona scarpa da lavoro dovrebbe mantenere il piede sufficientemente stabile durante il movimento.

Se la scarpa è troppo grande, il piede può scivolare avanti e indietro. Se invece è troppo stretta, può creare pressione eccessiva in altre zone.

Anche l’allacciatura può fare la differenza.

Stringere eccessivamente i lacci non è necessariamente la soluzione: l’obiettivo è ottenere una calzata stabile ma confortevole, senza creare punti di pressione.

Se il problema continua anche modificando l’allacciatura, potrebbe essere semplicemente il

Scarpe antinfortunistiche che fanno male alla pianta del piede

Il dolore o il fastidio alla pianta del piede può essere particolarmente evidente quando la scarpa viene utilizzata per molte ore consecutive.

Chi lavora in piedi, cammina molto o percorre frequentemente superfici dure può avere esigenze di comfort diverse rispetto a chi utilizza la scarpa per periodi più brevi.

In questo caso è importante valutare caratteristiche come:

  • forma e struttura della soletta;
  • qualità dell’intersuola;
  • capacità di ammortizzazione;
  • flessibilità della scarpa;
  • peso complessivo;
  • distribuzione degli appoggi;
  • tipo di attività svolta durante la giornata.

Una scarpa molto pesante e rigida può risultare poco confortevole per chi deve camminare per molte ore.

Al contrario, per determinate attività potrebbe essere necessario privilegiare caratteristiche differenti, legate soprattutto alla protezione richiesta dall’ambiente di lavoro.

La scarpa ideale deve quindi rappresentare un compromesso tra protezione, stabilità e comfort.

Come evitare le vesciche con le scarpe antinfortunistiche?

Le vesciche sono spesso causate da una combinazione di sfregamento, umidità e pressione ripetuta.

Per ridurre il rischio è possibile prestare attenzione ad alcuni aspetti:

1. Scegliere una calzata corretta

Una scarpa troppo grande può far muovere eccessivamente il piede.

Una scarpa troppo piccola può invece creare pressione e sfregamento.

Entrambe le situazioni possono favorire la comparsa di irritazioni.

2. Utilizzare calze adatte

Le calze utilizzate con le scarpe da lavoro possono influire molto sulla sensazione di comfort.

È preferibile scegliere calze adatte all’attività svolta, che permettano di gestire il sudore e che non presentino cuciture fastidiose nei punti di maggiore pressione.

3. Prestare attenzione all’umidità

Un ambiente umido aumenta il rischio di sfregamento e può rendere la pelle più vulnerabile.

Per questo, soprattutto durante le giornate lavorative lunghe, è importante considerare anche la traspirabilità della scarpa.

4. Non ignorare i primi segnali

Se una scarpa inizia a creare un punto di pressione sempre nella stessa zona, è meglio intervenire prima che il problema peggiori.

Dolore, arrossamento e sfregamento sono segnali che possono indicare una calzata non ottimale.

Come scegliere una scarpa antinfortunistica più comoda?

Quando si cerca una scarpa antinfortunistica comoda, non bisogna guardare soltanto il design o il numero.

La scelta dovrebbe partire dalle caratteristiche del piede e dal tipo di lavoro che si svolge.

1. Considera la forma del tuo piede

La prima domanda da porsi è:

Il mio piede è stretto, medio o largo?

Una persona con una pianta larga potrebbe sentirsi compressa all’interno di una scarpa dalla calzata stretta, anche scegliendo la lunghezza corretta.

Al contrario, chi ha un piede stretto potrebbe avere una sensazione di instabilità utilizzando un modello molto ampio.

2. Valuta lo spazio per le dita

Le dita dovrebbero avere spazio sufficiente nella parte anteriore della scarpa.

Questo non significa scegliere automaticamente una scarpa più grande.

È importante trovare il giusto equilibrio tra:

spazio per le dita + stabilità del piede + corretta lunghezza.

Una scarpa troppo lunga può infatti far scivolare il piede, aumentando il movimento del tallone.

3. Considera quante ore utilizzerai la scarpa

Una scarpa utilizzata per otto o più ore al giorno deve essere valutata anche in funzione del comfort prolungato.

Per chi trascorre molte ore in piedi possono diventare particolarmente importanti:

  • peso della scarpa;
  • flessibilità;
  • ammortizzazione;
  • traspirabilità;
  • stabilità;
  • qualità della soletta;
  • vestibilità.

La scarpa più adatta per poche ore di utilizzo potrebbe non essere necessariamente la migliore per un’intera giornata lavorativa.

4. Scegli in base al lavoro

Non esiste una singola scarpa antinfortunistica perfetta per tutti.

Chi lavora in magazzino può avere esigenze diverse da chi lavora in edilizia, in officina, nella logistica, nell’industria alimentare o in un ambiente dove è necessario stare molte ore in piedi.

Prima di scegliere, bisogna quindi considerare:

  • ambiente di lavoro;
  • tipo di superficie;
  • quantità di camminata;
  • tempo trascorso in piedi;
  • presenza di acqua o altri liquidi;
  • temperature;
  • rischio di scivolamento;
  • necessità di protezione specifiche.

La sicurezza richiesta dal lavoro viene prima del comfort, ma all’interno dei modelli compatibili con le proprie esigenze di sicurezza è possibile cercare quello con la calzata più adatta.

Scarpe antinfortunistiche per chi ha problemi ai piedi: cosa valutare?

Quando una persona ha esigenze particolari legate al comfort del piede, la scelta della scarpa da lavoro dovrebbe essere ancora più attenta.

Senza fare promesse di tipo medico, è possibile individuare alcune caratteristiche generali che possono essere valutate:

  • pianta sufficientemente spaziosa;
  • forma della punta compatibile con il piede;
  • soletta confortevole;
  • buona stabilità;
  • peso contenuto;
  • adeguata ammortizzazione;
  • materiali traspiranti;
  • sistema di allacciatura regolabile;
  • calzata disponibile in differenti vestibilità.

È importante non confondere però comfort con trattamento di un problema del piede.

Una scarpa antinfortunistica non sostituisce una valutazione professionale quando sono presenti dolore persistente o particolari esigenze podologiche.

Se il fastidio continua anche dopo aver cambiato modello e verificato la calzata, è opportuno approfondire la causa con un professionista.

Come capire se una scarpa antinfortunistica è della misura giusta?

Il numero indicato sulla confezione non è l’unico parametro da considerare.

Quando si prova una scarpa antinfortunistica è utile verificare alcuni aspetti.

Le dita

Devono avere sufficiente spazio e non essere compresse contro la parte anteriore della scarpa.

Il tallone

Non dovrebbe scivolare eccessivamente durante la camminata.

La pianta

Non dovrebbe essere sottoposta a una pressione fastidiosa.

Il collo del piede

L’allacciatura dovrebbe permettere di regolare la scarpa senza creare punti di pressione.

La sensazione generale

Una scarpa nuova può avere una sensazione leggermente diversa rispetto a una già utilizzata, ma dolore, pressione intensa o sfregamento non dovrebbero essere considerati normali segnali da sopportare.

È normale che le scarpe antinfortunistiche facciano male appena comprate?

Una scarpa nuova può inizialmente risultare meno familiare rispetto a una calzatura già utilizzata.

Tuttavia, questo non significa che debba fare male.

Se già durante la prova si avvertono:

  • dita compresse;
  • pressione sul puntale;
  • forte sfregamento sul tallone;
  • dolore alla pianta;
  • sensazione di piede schiacciato;

è preferibile valutare un modello o una calzata differente invece di pensare che il dolore sia necessariamente destinato a scomparire.

Una scarpa correttamente scelta dovrebbe risultare confortevole già durante la prova.

Scarpe antinfortunistiche comode: quali caratteristiche cercare?

Quando l’obiettivo è trovare una scarpa antinfortunistica comoda, è utile valutare l’insieme delle caratteristiche e non un singolo elemento.

In generale, una buona candidata dovrebbe offrire:

  • Calzata adatta alla forma del piede
  • Spazio sufficiente nella zona delle dita
  • Tallone stabile
  • Buona distribuzione degli appoggi
  • Peso compatibile con l’attività svolta
  • Adeguata traspirabilità
  • Soletta confortevole
  • Suola adatta alla superficie di lavoro
  • Protezione conforme alle esigenze dell’ambiente professionale

Il modello migliore non è quindi necessariamente quello più leggero, più morbido o più costoso.

È quello che riesce a combinare protezione, vestibilità e comfort in relazione al lavoro che deve essere svolto.

Cosa fare se le scarpe antinfortunistiche fanno male?

Se le scarpe fanno male, prima di sostituirle è utile capire dove e perché compare il fastidio.

Se fanno male alle dita

Controlla taglia, forma della punta, larghezza della pianta e caratteristiche del puntale.

Se fanno male al tallone

Verifica stabilità, misura, allacciatura e movimento del piede all’interno della scarpa.

Se fanno male alla pianta

Valuta soletta, ammortizzazione, rigidità, peso e caratteristiche della suola.

Se provocano vesciche

Controlla sfregamento, calzata, umidità e tipo di calze utilizzate.

Se fanno male dopo molte ore

Considera soprattutto il comfort prolungato, il peso, la traspirabilità e il tipo di attività svolta.

In alcuni casi, quindi, non è necessario semplicemente cambiare numero: è necessario cambiare modello.

La scarpa antinfortunistica più comoda è quella adatta al tuo piede

Quando una scarpa antinfortunistica fa male, la soluzione non è necessariamente cercare una scarpa “più morbida”.

Il comfort dipende da molti fattori: forma del piede, calzata, larghezza, puntale, stabilità del tallone, soletta, peso, materiali e tipo di lavoro.

Per questo la scelta dovrebbe partire da una domanda semplice: “Di cosa ha bisogno il mio piede durante una giornata di lavoro?”

Solo dopo è possibile confrontare i diversi modelli e individuare quello più adatto.

Una scarpa antinfortunistica deve prima di tutto garantire la protezione necessaria per il lavoro svolto, ma questo non significa dover rinunciare al comfort.

La scarpa giusta è quella che riesce a proteggere il piede e, allo stesso tempo, a seguirlo nel movimento senza creare inutili punti di pressione o sfregamento.

FAQ – Scarpe antinfortunistiche che fanno male

Perché le scarpe antinfortunistiche fanno male?

Le cause più comuni sono una taglia non corretta, una calzata non adatta alla forma del piede, un puntale troppo stretto, una pianta troppo stretta, un tallone poco stabile, una scarpa troppo rigida o una scelta non adeguata al tipo di lavoro.

Perché le scarpe antinfortunistiche fanno male alla punta delle dita?

Il dolore alle dita può dipendere da una scarpa troppo corta, da un puntale che comprime le dita, da una pianta stretta oppure dalla forma della punta non adatta al piede. Anche calze molto spesse possono ridurre lo spazio disponibile.

Perché le scarpe antinfortunistiche fanno male al tallone?

Il problema può essere causato da una scarpa troppo grande, da un tallone poco stabile, da una forma della tomaia non adatta oppure da un’allacciatura non corretta. Lo sfregamento ripetuto può inoltre favorire la comparsa di vesciche.

Come evitare le vesciche con le scarpe antinfortunistiche?

Per ridurre il rischio di vesciche è importante scegliere una calzata corretta, limitare il movimento eccessivo del piede, utilizzare calze adatte e prestare attenzione alla traspirabilità e all’umidità all’interno della scarpa.

Come scegliere scarpe antinfortunistiche più comode?

Bisogna considerare non soltanto il numero, ma anche la forma del piede, la larghezza della pianta, lo spazio per le dita, la stabilità del tallone, il peso, la flessibilità, la soletta, la traspirabilità e le caratteristiche necessarie in base al lavoro svolto.

Una scarpa antinfortunistica nuova deve fare male?

Non necessariamente. Una scarpa nuova può avere una sensazione diversa rispetto a una già utilizzata, ma dolore, forte pressione o sfregamento durante la prova sono segnali che possono indicare una calzata o un modello non adatto.

Quali scarpe antinfortunistiche scegliere se si ha un piede largo?

È opportuno cercare modelli con una calzata e una forma della zona anteriore compatibili con la larghezza del piede, evitando di aumentare semplicemente il numero se questo compromette la stabilità del tallone.

È meglio una scarpa antinfortunistica leggera o ammortizzata?

Dipende dal lavoro e dalle esigenze individuali. Una scarpa leggera può essere vantaggiosa quando viene utilizzata per molte ore e richiede frequenti spostamenti, mentre ammortizzazione, stabilità e protezione devono essere valutate insieme in relazione all’attività svolta.

Ti aspettiamo da Ratti Antinfortunistica a Brugherio per scegliere la tua prossima scarpa.

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